Ottone Rosai "Suonatori"

Opere per chitarra sola

Appunti op. 210

© 1998-2005 Fabio Rizza

 

Appunti
Preludi e studi

op. 210

  • Quaderno primo: gli intervalli
    1. Marinaresca (Sulle corde a vuoto)
    2. Preghiera (Melodia senza accompagnamento)
    3. Bolle di sapone (Sulle seconde)
    4. Canto di mietitori (Sulle terze)
    5. Campane a valle (Sulle quarte)
    6. Il ballo dell'orso (Sulle quinte)
    7. Stornellatrice (Sulle seste)
    8. Serenatella (Sulle settime)
    9. Marcia funebre per una marionetta (Sulle ottave)
    10. La pioggia nel roseto (Sulle none)
    11. Ave maria (Sulle decime)
  • Quaderno secondo: i ritmi
    Parte I: danze del '600 e del '700
    1. Pavana
    2. Gagliarda
    3. Sarabanda
    4. Rigaudon
    5. Allemanda
    6. Corrente
    7. Minuetto
    8. Gavotta
    9. Siciliana
    10. Giga
    Parte II: danze dell'ottocento
    1. Polka
    2. Mazurka
    3. Polonaise
    4. Valse française
    5. Wiener walzer
    6. Quadrille
    Parte III: danze del '900
    1. Two Step
    2. Blues
    3. Fox Trot
    4. Tango
    5. Rumba
    6. Samba
  • Quaderno terzo: le figurazioni
    1. La macchina da cucire (Sulle 5 note)
    2. La filatrice (Sulle scale)
    3. Barche a vela (Sugli arpeggi)
    4. Grandine (Sulle note ribattute)
    5. Zeffiretti (Sul tremolo)
    6. Montanari (Sugli accordi)
    7. Gitaneria (Sul rasgueado)
    8. Canzone della pulce (Sul pizzicato)
    9. Il nido (Sui trilli)
    10. L'usignolo (Sugli armonici)
    11. Il tamburino (Sugli effetti percussione)
  • Quaderno quarto: sei studi seriali
    1. L'ostinato
    2. Il malinconico
    3. Il capriccioso
    4. Il prepotente
    5. L'ingenuo
    6. Il bizzarro

Data di composizione: 1967-1968
Dedica: Ai giovani chitarristi
Editore: Suvini Zerboni, Milano 1968-71 (rev. Ruggero Chiesa)
Organico: chitarra
Bibliografia:
- MARCO RIBONI, "La nascita degli Appunti nel carteggio tra Chiesa e Castelnuovo-Tedesco", prima parte in il Fronimo n. 90, gennaio 1995, pp. 12-22; seconda parte in il Fronimo n. 91, aprile 1995, pp. 13-21; terza parte in il Fronimo n. 92, luglio 1995, pp. 28-38.
Discografia:
- GIUSEPPE MARIA FICARA, Suona Mario Castelnuovo-Tedesco, Panarecord CM PNL 059 (Pavana e Gagliarda, Valse française)
- CARLA MINEN, Mario Castelnuovo-Tedesco: Appunti op. 210, Millennio ML 005
- RENATO SAMUELLI, Mario Castelnuovo-Tedesco, Rivo Alto CRSZ 9407
- EMANUELE SEGRE, Music for Guitar, Claves 50-9704 (Preghiera)

Su suggerimento del didatta e musicologo Ruggero Chiesa, Castelnuovo-Tedesco si accinse, negli ultimi mesi di vita, ad intraprendere la composizione di una vasta raccolta di brani facili per gli studenti di chitarra. Il progetto complessivo dell'opera fu concepito in modo del tutto autonomo dal compositore e ciò suscitò non poche perplessità in Chiesa, preoccupato del fatto che la totale ignoranza in materia di tecnica chitarristica — più volte dichiarata dallo stesso Castelnuovo-Tedesco — avrebbe portato l'autore a deviare dall'originale progetto di studi facili per dilettanti. E in effetti fu proprio ciò che avvenne, dal momento che la morte del compositore (che fu in grado di completare solo i primi due quaderni dei quattro previsti) non facilitò il lavoro di revisione di Chiesa. I brani che compongono la raccolta furono così pubblicati quasi tutti nella loro versione originale poiché solo per gli studi del primo quaderno fu possibile concordare con l'autore le necessarie correzioni.

La serie degli Appunti (il nome fu scelto dall'autore stesso) si presenta quindi come un'opera bizzarra e certamente originale nel panorama della didattica chitarristica. Se il primo quaderno ha una certa utilità sul piano tecnico, il secondo si presenta come una lunghissima e prolissa serie di danze scritte negli stili più diversi — e in alcuni casi in sostanza impossibili da suonare senza che un drastico intervento modifichi il testo. La stessa idea di scrivere brani ad imitazione di forme musicali del passato esulava dal tema proposto da Chiesa, che desiderava avere invece una raccolta di brani utile ad educare gli studenti agli stili della musica del Novecento; in tal senso, la parte più interessante del lavoro avrebbe potuto essere il quarto quaderno, che nelle intenzioni del compositore doveva es-sere basato su sei studi dodecafonici (!); sarebbe bello scoprire in che modo Castelnuovo-Tedesco — che aveva sempre avuto parole ostili nei confronti della musica seriale — aveva deciso di affrontare questo compito.