Ottone Rosai "Suonatori"

Opere per chitarra sola

24 Caprichos de Goya op. 195

© 1998-2005 Fabio Rizza

 

24 Caprichos de Goya
op. 195

  • Cuaderno primero
    1. Francisco Goya y Lucientes, pintor
    2. Tal para qual
    3. Nadie se conoce
    4. Ni así la distingue
    5. Muchachos al avío
    6. El amor y la muerte
  • Cuaderno segundo
    7. Están calientes
    8. Dios la perdone: y era su madre
    9. Bien tirada está
    10. Al conde Palatino
    11. Y se le quema la casa
    12. No hubo remedio
  • Cuaderno Tercero
    13. ¿Quién mas rendido?
    14. Porque fue sensible
    15. ¿Si sabrá mas el discípulo?
    16. ¡Brabisimo!
    17. ¿De qué mal morirá?
    18. El sueño de la razón produce mostruos
  • Cuaderno cuarto
    19. Hilan delgado
    20. Obsequio a el maestro
    21. ¡Qué pico de oro!
    22. Volaverunt
    23. Linda maestra
    24. Sueño de la mentira e inconstancia

Francisco Goya: El sueño de la razón produce mostruos (1797-98)


Data di composizione: 25 gennaio - 18 marzo 1961
Dedica: Lorenzo Castelnuovo-Tedesco
Editore: Bèrben, Ancona 1970-71 (rev. Angelo Gilardino)
Organico: chitarra
Bibliografia:
- LILY AFSHAR, "I 24 Caprichos de Goya per chitarra op. 195 di Mario Castelnuovo-Tedesco e il loro rapporto con le incisioni di Goya", prima parte in il Fronimo n. 73, ottobre 1990, pp. 11-26 ; seconda parte in il Fronimo n. 74, gennaio 1991, pp. 7-28
- RUGGERO CHIESA, "Mario Castelnuovo-Tedesco, 24 Caprichos de Goya", recensione, il Fronimo n. 3, aprile 1973, pp. 33-34
- DIRK MÖLLER, "Mario Castelnuovo-Tedescos 24 Caprichos de Goya: eine Einführung", in Gitarre und Laute n. 1, gennaio-febbraio 1981, pp. 42-46
Discografia:
- LILY AFSHAR, Mario Castelnuovo-Tedesco: 24 Caprichos de Goya op. 195, Summit Records DCD 167
- FRANK BURGARTEN, Mario Castelnuovo-Tedesco: 24 Caprichos de Goya op. 195, Dabringhaus und Grimm MDG 305 0725-2
- EDUARDO ISAAC, 20th Century Music, Vol. 2, GHA 126.019 ("Nadie se conoce", "¿Quien mas rendido?", "El sueño de la razon produce monstruos")
- PHILIPPE LOLI, Mario Castelnuovo-Tedesco: 24 Caprichos de Goya, Ambitus AMB 383 831
- SUSANNE MEBES, Castelnuovo-Tedesco: Guitar solo works, Léman Classics LC 42501 ("Nadie se conoce")
- LORENZO MICHELI, Castelnuovo-Tedesco, Naxos, Laureate Series, 2000 ("El sueño de la razón produce mostruos")
- DAVID RUSSELL (CON RAPHAELLA SMITS E JOS VAN IMMERSEL, pf.), M. Castelnuovo-Tedesco, Academix AX 850218
- KAZUHITO YAMASHITA, Mario Castelnuovo-Tedesco: 24 Caprichos de Goya para la guitarra op. 195, Crown Classics CRCC-6 (SCD-2606)

Ignorati per molto tempo, i 24 Caprichos de Goya hanno avuto negli ultimi anni una notevole rivalutazione, tanto da costituire in poco tempo il tema di ben due saggi monografici nonché di varie incisioni discografiche complete. Uno dei motivi che può spingere i giovani interpreti ad affrontare un'incisione integrale del ciclo consiste certamente nella volontà di superare la sfida che impone la monumentalità di una simile opera (si tratta di circa due ore di musica); non va però sottovalutato per questi motivi il valore artistico della raccolta dei Caprichos, che tra le opere di Castelnuovo-Tedesco assume un posto di rilievo per la forza espressiva e visionaria con cui l'autore riesce a tradurre in musica le graffianti incisioni di Francisco Goya (Fuendetodos 1746 - Bordeaux 1828).

Nei Caprichos il linguaggio di Castelnuovo-Tedesco, stimolato dall'intensa partecipazione ai soggetti di Goya, possiede un'inconsueta forza di carattere. Anche la ricerca armonica risulta piuttosto densa e complessa, un fattore che arricchisce notevolmente il pregio delle linee melodiche, punto sempre saliente nell'inventiva del compositore italiano. Lo stile, come è ovvio, non si discosta dall'estetica romantica, ed anche per tale ragione possiamo considerare quest'opera un saggio, seppure molto tardivo, di un genere espressivo che è mancato in pieno alla chitarra tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del nostro secolo. Castelnuovo-Tedesco ha saputo, anche con altri suoi lavori, colmare questa lacuna, e così ha riscosso tra i chitarristi quel successo che non ha raccolto altrove, come conseguenza dell'appartarsi tra le pieghe del passato, rifiutando sdegnosamente di seguire le orme dei suoi contemporanei.(1)

Le incisioni di Goya sono caratterizzate da un taglio fortemente satirico e dissacratore (non per niente l'artista si vide costretto a ritirarne tutte le copie a soli due giorni dalla pubblicazione) e lo spirito ironico e amareggiato di Castelnuovo-Tedesco riesce a interpretarne in modo decisamente efficace le intenzioni stemperandone però gli aspetti più grotteschi e allucinati. L'affinità che l'autore prova nei confronti dell'opera di Goya è tale che egli riesce anche a piegarla talvolta alle proprie... necessità; è il caso, ad esempio, del capriccio intitolato "Obsequio a el maestro", nel quale egli apparentemente sembra rendere omaggio al suo vecchio insegnante Ildebrando Pizzetti — citandone frammenti delle opere più significative — salvo poi inserire come finale un'ultima, dissacrante citazione che con il proprio carattere leggero e spensierato contrasta fortemente con il resto del brano; Castelnuovo-Tedesco aveva certamente motivo di sdegno nei confronti di Pizzetti che, inspiegabilmente, si era opposto alla rappresentazione al Teatro alla Scala dell'opera Il mercante di Venezia con la quale Castelnuovo-Tedesco aveva vinto il primo premio del "Concorso Campari".

Viene poi il sospetto che "Al Conde Palatino" — che nelle incisioni di Goya vuole svillaneggiare i ciarlatani che promettono senza mantenere — sia segretamente dedicata dall'autore a Segovia, il quale continuava a promettergli di eseguire in concerto e su disco le sue composizioni e di curarne le revisioni strumentali senza però riuscire mai a tener fede alla parola data... (2)

Dal punto di vista musicale, nei 24 Caprichos Castelnuovo-Tedesco sembra adottare in prevalenza forme di danza classiche e barocche prediligendo le forme cicliche (ABA o ABACA); in questo modo egli riesce a restituire un ordine preciso al carattere disordinato e astratto delle incisioni di Goya. Il magistrale controllo della forma che è proprio del compositore fiorentino è evidente dall'analisi dei Caprichos nel loro insieme e la citazione finale del motto con cui si apre il primo dei capricci rende ancora più chiaro il fatto che l'autore intendesse il lavoro come un ciclo omogeneo.

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(1) RUGGERO CHIESA, recensione del disco di KAZUHITO YAMASHITA (vedi discografia), il Fronimo n. 79, aprile 1992, pp. 56-57.

(2) Tra l'altro Segovia si era impegnato anche ad incidere i Caprichos — il che spiega la scelta dell'autore di suddividere l'opera in quattro fascicoli di sei brani ognuno, corrispondenti alle quattro facciate dei due dischi che ne sarebbero risultati — ma anche questo progetto venne poi accantonato.

(3) Vedi in proposito il lavoro di LILY AFSHAR, "I 24 Caprichos de Goya per chitarra op. 195 di Mario Castelnuovo-Tedesco e il loro rapporto con le incisioni di Goya", prima parte ne il Fronimo n. 73, ottobre 1990, pp. 11-26 ; seconda parte ne il Fronimo n. 74, gennaio 1991, pp. 7-28.