Ottone Rosai "Suonatori"

Musica da camera

Fantasia op. 145

© 1998-2005 Fabio Rizza

Fantasia
op. 145

  • I. Andantino (Quiet and dreamy); Un poco più mosso e scorrevole; Tempo I; Sempre mosso e festoso; Tempo I
  • II. Vivacissimo (leggero e volante)

    Data di composizione: 1950
    Dedica: Andrés Segovia e Paquita Madriguera
    Editore: Schott, London 1953
    Organico: chitarra e pianoforte
    Discografia:
    - EVANGELOS BOUDONIS e NELLY SEMITECOLO (pf.), Guitar and Piano, Motivo N.M. 1011
    - MATS BERGSTRÖM e DONNA LEE (pf.), Mario Castelnuovo-Tedesco, Proprius PRCD 9124
    - TILMAN HOPPSTOCK e WERNER HOPPSTOCK (pf.), See, we assemble - Tilman Hoppstock & Friends, Signum X71-00
    - LEOPOLDO SARACINO e MASSIMO PALUMBO (pf.), Fantasie del '900 per chitarra e pianoforte, Fonit Cetra NFCD 2029
    - STEPHAN SCHMIDT e DANIELLE LAVAL (pf.), Mario Castelnuovo-Tedesco: intégrale de l'œuvre pour musique de chambre et guitare, Valois Auvidis V4789
    - RAPHAELLA SMITS e JOS VAN IMMERSEL (pf.), (con David Russell) M. Castelnuovo-Tedesco, Academix AX 850218
    - ARTURO TALLINI e TIZIANA PIERMATTEI (pf.), Castelnuovo-Tedesco: Guitar Chamber Works, Musikstrasse MC 2113.1

L'esplorazione delle possibilità cameristiche offerte dalla chitarra prosegue ora con un duo dedicato a Segovia e alla moglie Paquita Madriguera, buona pianista che era stata allieva di Granados; si può dire che in questo caso Castelnuovo-Tedesco si muova su un terreno già parzialmente esplorato perché, come abbiamo visto, nel dicembre del 1938 l'autore ebbe modo di provare al pianoforte insieme a Segovia il primo movimento del Concerto n. 1. La sua abilità come pianista-compositore gli permette di affidare al pianoforte una parte leggera ed evanescente tra le cui righe si può intuire chiaramente la presenza di Debussy; inoltre alcuni elementi della Fantasia hanno un carattere decisamente spagnolo (e non potrebbe essere altrimenti, visti i dedicatari…) che fanno pensare a de Falla.

La Fantasia Op. 145 per pianoforte e chitarra, dedicata ad Andrés Segovia ed alla moglie Paquita, è senza dubbio una delle opere più riuscite tra le numerose che l'autore dedicò al nostro strumento. Infatti la maestria "artigianale" del compositore, che altrove risulta un po' artificiosa e forzata, è qui usata in modo natu-rale e spontaneo, e si fonde con un'invenzione melodica particolarmente gradevole. Troviamo qui, come ad esempio nella Sonatina Op. 205 per flauto e chitarra, tecniche come l'imitazione, l'inversione del tema, l'uso dello stesso materiale armonico o melodico in contesti dinamici diversi, quindi con diverso effetto; ma soprattutto notiamo che ciascuno dei due strumenti lavora "inter pares", avendo avuto cura il compositore di disporre una continua ed equilibrata concertazione. L'opera si articola in due movimenti: il primo, a sua volta diviso in varie sezioni senza soluzione di continuità, da un'introduzione morbida e sognante (quiet and dreamy), attraverso un episodio più fluido e modulante (un poco più mosso e scorrevole), sfocia in un Più mosso e danzante di sapore chiaramente iberico, molto ritmico e con effetti percussivi. Da qui si ritorna all'episodio iniziale, con una piccola coda che ripropone uno dei temi della sezione centrale. Il secondo movimento Vivacissimo, leggero e volante, presenta le volatine tipiche di alcuni brani del Platero y yo (ad es. La Primavera o Golondrinas), con un agile trattamento degli strumenti che si alternano e si scambiano continuamente i due temi principali. Musica piacevole, quindi, in uno dei brani meglio strutturati di tutto il repertorio per il duo, soprattutto per l'ammirevole equilibrio strumentale raggiunto. L'unica obiezione scaturisce dal genere musicale, sicuramente "anacronistico", ma questo è un problema relativo alla musica di Castelnuovo-Tedesco "tout court" ed anche a molta altra musica per chitarra del '900. (1)

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(1) EUGENIO BECHERUCCI, "Chitarra e pianoforte. Breve storia della letteratura del duo dall'Ottocento ai nostri giorni", seconda parte, il Fronimo n. 72, luglio 1990, p. 22.