Ottone Rosai "Suonatori"

Opere per chitarra sola

Passacaglia op. 180

© 1998-2005 Fabio Rizza

 

Passacaglia
(Omaggio a Roncalli)

op. 180

Data di composizione: 1956
Dedica: Andrés Segovia
Editore: Bèrben, Ancona 1970 (rev. Angelo Gilardino)
Organico: chitarra
Bibliografia:
- BRUNO TONAZZI, "Mario Castelnuovo-Tedesco, Passacaglia (Omaggio a Roncalli)", recensione, il Fronimo n. 19, aprile 1977, pp. 31-32
Discografia:
- ANTONIO DE INNOCENTIS, Guitar Recital, Fiammant FIAM 001
- MASSIMO FELICI, Mario Castelnuovo-Tedesco: Escarramán. Composizioni originali e trascrizioni, Musicaimmagine Records MR 10029 [1995]
- CLAUDIO PIASTRA, CD Mondo Musica MM96034

Racconta Castelnuovo-Tedesco:

Un giorno, nel 1956, mi vidi arrivare ("out of the blue sky"...) un telegramma di Segovia da una cittadina del Middle-West (mi pare Milwaukee...) così concepito. "Please write a Passacaglia". Naturalmente la feci subito, e potei consegnargliela pochi giorni dopo, quando venne a suonare a Los Angeles. Ma... ero rimasto colla curiosità di sapere che cosa gli avesse suggerito questa strana e improvvisa richiesta. "Oh, niente" — mi rispose — "era solo che stavo leggendo una Passacaglia che un altro compositore aveva scritto per me, ed era tanto brutta!(1)

Il tema di passacaglia in la minore (che Castelnuovo-Tedesco scrive in modo volutamente arcaico), viene elaborato in quindici variazioni disposte secondo un ordine rigoroso che le porta ad un punto di quiete — dopo un progressivo infittirsi della trama ritmica e armonica — in corrispondenza della decima variazione in maggiore ("dolce e sognante"); dopodiché il disegno riprende ad infittirsi fino a sfociare nella magniloquente conclusione costituita da una fuga (la quattordicesima variazione) e dall'ultima variazione del tema, realizzata tramite una serie di pesanti blocchi accordali che conferiscono un tono maestoso al finale della Passacaglia.

L'Autore ci ha dato una composizione dove in bella sintesi confluiscono elementi di diversa estrazione storica: moduli antichi della Passacaglia seicentesca (costruzione ed armonizzazione del tema), reminescenze bachiane (come le figurazioni ritmiche della terza e quarta Variazione, gli arpeggi in terzine e la Fuga) procedimenti romantici nella condotta delle Variazioni (amplificazioni, riarmonizzazioni). Infine, com'è nell'atteggiamento spirituale dell'uomo moderno, egli evita deliberatamente la stretta osservanza del vincolante "ostinato". Il suo linguaggio è infatti del nostro tempo pur restando coerentemente fedele alla tradizione musicale italiana, come ci è dimostrato dalla maggior parte dei sui lavori, nei quali, se vi sono delle eccezioni, esse sono costituite dalle parentesi in cui egli, specie in molti dei suoi componimenti chitarristici, si è nobilmente ispirato agli stilemi spagnoli.(2)

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(1) Da una lettera di Castelnuovo-Tedesco del 4 agosto 1967 a Gilardino, in ANGELO GILARDINO, "Un fiorentino a Beverly Hills", Seicorde n. 53, settembre-ottobre 1955, p. 29.
(2) BRUNO TONAZZI, "Mario Castelnuovo-Tedesco, Passacaglia (Omaggio a Roncalli)", recensione, il Fronimo n. 19, aprile 1977, p. 32.