Ottone Rosai "Suonatori"

Opere per chitarra sola

Sonata op. 77

© 1998-2005 Fabio Rizza

 

Sonata
(Omaggio a Boccherini)
op. 77

  • Allegro con spirito
  • Andantino, quasi canzone
  • Tempo di Minuetto
  • Vivo ed energico

    Data di composizione: aprile 1934
    Dedica: Andrés Segovia
    Editore: Schott, Mainz 1935 (rev. Andrés Segovia)
    Organico: chitarra
    Bibliografia:
    - ANGELO GILARDINO, "Osservazioni sulla «Sonata-Omaggio a Boccherini» di Mario Castelnuovo-Tedesco", il Fronimo n. 71, aprile 1990, pp. 11-30
    Discografia:
    - JULIAN BREAM, Sonata, EMI 7243 5 55362 2 8
    - GUILLERMO FIERENS, Asturias, Spanish Guitar Music, ASV 61902
    - SHIN-ICHI FUKUDA, Rodrigo, Granados, Brouwer, Castelnuovo-Tedesco, VCD 1100
    - NORBERT KRAFT, Romantic Works for Guitar, Chandos CHAN 9033
    - MANUEL LÓPEZ RAMOS, Boston B-216
    - SUSANNE MEBES, Castelnuovo-Tedesco: Guitar solo works, Léman Classics LC 42501
    - ANDRÉS SEGOVIA, Enregistrements 1927-1939, EMI CHS 7 61047 2 (IV. Vivo ed energico)
    - ANDRÉS SEGOVIA, Decca 3-DEC DX-148 (DL 9995/6/7)
    - GIULIO TAMPALINI, Mario Castelnuovo-Tedesco. The Complete Works for solo Guitar, Vol. 1, Suonare Records SNR 002
    - GIORGIO TONIN, Sonate e Suites per chitarra del '900, M.A.P., AICSOUND 50100
    - JOHN WILLIAMS, Virtuoso Music For Guitar, Columbia M 72348 (IV. Vivo ed energico)

Soddisfatto delle Variazioni, Segovia commissionò a Castelnuovo-Tedesco una sonata in quattro movimenti per arricchire il proprio repertorio con un'opera di ampio respiro. Egli suggerì inoltre al compositore di concepire la sonata come un omaggio ad un altro illustre musicista toscano, Luigi Boccherini:

Tu sais que ton conterrain Boccherini était un grand admirateur de la guitare. Pourquoi n'écrit-tu pas un ouvrage plus long, une Sonate en quatre mouvements, comme "Hommage à Boccherini"?(1)

Castelnuovo-Tedesco si mise subito all'opera e, con la celerità che gli era propria, in breve tempo portò a termine il lavoro. Egli fu in grado di risolvere brillantemente non solo la complessa questione della forma-sonata applicata alla scrittura chitarristica, ma anche il delicato problema che il tema dell'omaggio comportava; invece di adottare un modello mimetico di scrittura, Castelnuovo-Tedesco concepì la Sonata come un omaggio più al modus operandi che allo stile di Boccherini, riuscendo pertanto a mantenere inalterato il proprio inconfondibile carattere. Dal compositore lucchese egli prese infatti quella certa libertà tutta italiana nel modo di trattare la forma-sonata che tende generalmente ad appianare i contrasti tematici e a sviluppare un susseguirsi fluido delle idee melodiche all'interno di una forma bipartita. La sezione dello sviluppo ha sempre creato grosse difficoltà a quanti hanno tentato di affrontare la composizione di sonate per chitarra; eliminandola, Castelnuovo-Tedesco riesce ad aggirare con arguzia un problema sul quale anche Fernando Sor (musicista non certo incline a scendere a compromessi) aveva dovuto capitolare. I due enunciati tematici della Sonata sono strettamente imparentati, tanto che è possibile vedere il secondo tema come una derivazione degli elementi che caratterizzano il primo. Il trucco che consente all'autore di evitare la sezione centrale di sviluppo, consiste nel trattare ogni tema subito dopo averlo esposto; inoltre, la straordinaria vena melodica di cui Castelnuovo-Tedesco è dotato gli permette di organizzare vivacemente ("con spirito", appunto…) questo continuo flusso di idee evitando sempre di larga misura la monotonia.

[...] Castelnuovo-Tedesco elude brillantemente, con questa composizione, l'arduo problema di adattare la forma-sonata all'idioma chitarristico. Non potendo pervenire ad un elevato grado di specificità nella scrittura strumentale (specificità che invece sapeva ottenere nella scrittura pianistica), preferisce limitarsi all'adozione di alcuni moduli tradizionali, di sicura efficacia, e alla persistenza del loro impiego affidare tutta l'architettura sonatistica. Se essa risulta in qualche modo ridotta, la sua essenzialità è peraltro portatrice di un equilibrio impeccabile, e la peculiarità capricciosa della forma non impedisce che essa si delinei, alla fine, nei termini di un limpido neoclassicismo, rispondente agli ideali di una generazione di compositori che, nei primi trent'anni del Novecento, aveva visto nel ritorno alla purezza formale settecentesca un modello di perfezione.(2)

Il secondo tempo della Sonata è una dolcissima e malinconica canzone in sol minore, tonalità prediletta dell'autore e alla quale egli affida sempre l'espressione dei propri sentimenti più personali (3). Il brano, organizzato secondo il classico schema ABA', è costruito secondo i principi della polifonia imitativa.

Ad esso segue un Minuetto — anch'esso in sol minore — con Trio e Double; in esso Castelnuovo-Tedesco riesce miracolosamente nel compito di ricreare lo spirito "cerimonioso" dei minuetti settecenteschi (spirito con il quale — più a torto che a ragione — è stato per lungo tempo identificato Boccherini) senza per questo rinunciare al proprio stile. Il finale — Vivo ed energico — conclude brillantemente una Sonata che, oltre ad essere una delle più notevoli composizioni per chitarra del Novecento, rappresenta sicuramente anche uno dei vertici dell'arte di Castelnuovo-Tedesco.

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(1) Da una lettera di Castelnuovo-Tedesco ad Angelo Gilardino del 4 agosto 1967. Citato da ANGELO GILARDINO, "Osservazioni sulla «Sonata-Omaggio a Boccherini» di Mario Castelnuovo-Tedesco", il Fronimo n. 71, aprile 1990, pp. 11-30.
(2) ANGELO GILARDINO, "Osservazioni sulla «Sonata-Omaggio a Boccherini» di Mario Castelnuovo-Tedesco", cit., pp. 23-24. Rimandiamo a quest'articolo per un'esame più completo del primo tempo della Sonata.
(3) Per esempio, la stesura originaria Fuga elegiaca op. 210a scritta nel 1967 per la scomparsa della compianta chitarrista Ida Presti era proprio in sol minore.